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Scambio con il Liceo Kispest Deak Ferenk di Budapest – Lettera alla Comunità scolastica del Liceo Lanza-Perugini

Alla Dirigente Scolastica

A tutta la Comunità scolastica del Liceo Lanza-Perugini

 

Carissimi,

Si è da poco conclusa l’esperienza dello scambio di classi tra il nostro Liceo e il Liceo Kispest Deak Ferenk di Budapest ed è per noi, in qualità di docenti, Referente ed accompagnatrice, un onore riferirvi i dettagli dell’esperienza.

Abbiamo ricevuto un’accoglienza all’altezza delle nostre aspettative e ci siamo “immersi” nella cultura locale, consapevoli della peculiarità di un “viaggio” di questo tipo.

L’esecuzione del progetto è partita da una attenta e puntuale organizzazione, che ha visto coinvolti, Dirigenza, personale amministrativo, genitori, alunni e noi.

Quattro incontri preliminari, hanno preparato genitori ed alunni a familiarizzare con ciò che li aspettava: diversità culturale, approccio ad una responsabile autonomia organizzativa, rispetto verso le indicazioni date e le regole domestiche e scolastiche, uso della Lingua Inglese come lingua veicolare.

I nostri studenti, delle Terze del Liceo Cambridge IGCSE, che, volontariamente, hanno scelto di partecipare allo scambio, si sono dimostrati, da subito, disposti ad accettare le piccole “sfide quotidiane”, che, lentamente, ma inesorabilmente, li hanno condotti fuori dalla propria “comfort zone”, facendo loro apprezzare un nuovo modo di “fare scuola”, che non si è certo limitato a mattinate in classe, presso il Liceo Kispest Deak Ferenk, ma li ha visti entusiasti partecipanti a visite ai Musei più rappresentativi e ai luoghi della rappresentanza politica di Budapest.

Come docenti, siamo state felici ed orgogliose di ricevere i complimenti per l’ottimo uso della Lingua Inglese da parte dei nostri alunni, dagli studenti e dai docenti ungheresi.

La vicinanza, della Dirigente Scolastica e dei genitori, costantemente aggiornati da noi, ci ha aiutato a superare piccoli inconvenienti, che non sono certo giunti inaspettati a chi come noi è nato e cresciuto all’estero e progetta e realizza scambi da oltre trenta anni.

A che tutta la comunità scolastica possa apprezzare l’importante feedback di un progetto di questo tipo, partiremo da ciò che uno scambio NON è:

Non è semplicemente un viaggio di istruzione

Non è un’esperienza da affrontare a cuor leggero

Non è, infine, un’inutile perdita di tempo, che sottrae gli studenti ai propri impegni di studio.

Lo Scambio È:

Un importante percorso dentro sé stessi, per superare i pregiudizi e diventare più consapevoli delle proprie potenzialità

Un corso accelerato di uso della Lingua Inglese in contesti non famigliari

Un potenziamento importante di “soft skills”, quali “spirito di adattamento”, “problem solving” “senso civico”.

Tutti noi siamo reduci da una pandemia che ci è costata tanto, sul piano personale e in termini di socializzazione, con le cui conseguenze dovremo fare i conti per i prossimi decenni.

Siamo certe che, nessuno di noi pensi seriamente che, chiudere gli studenti nelle aule o nella propria camera a studiare, possa aiutarli a superare lo shock e il conseguente trauma.

La disseminazione dei contenuti delle esperienze, è sempre stato un “must-do” per noi.

Questa è un’esperienza “forte”, che nessuno dei protagonisti ha affrontato a cuor leggero.

Quando, tra qualche anno, tutti noi, ci volteremo indietro a questo momento, avremo la consapevolezza che è stato il primo passo del sentiero di cui Robert Frost, magistralmente, scriveva.

 

“I shall be telling this with a sigh

Somewhere ages and ages hence:

Two roads diverged in a wood, and I—

I took the one less traveled by,

And that has made all the difference.”

 

Prof.ssa Silvia Rosa Gliatta

Prof.ssa Emilia Verrengia