
COMUNICATO STAMPA
Oggetto: Oggetto:‘Incontri Extravaganti’:
Mario Desiati, Ternitti, Mondadori 2011
Una letteratura di passione o la passione della letteratura
Sabato 21 gennaio 2012 , h. 10.30
Aula Magna ‘L. Scillitani’ Liceo classico ‘V. Lanza’ di Foggia
Già lo scorso mese, in pieno clima natalizio , avevo anticipato che il primo ospite degli ‘Incontri extravaganti’ 2012 sarebbe stato il giovane e appassionato scrittore Mario Desiati, che sarà ospite del liceo ‘Lanza’ sabato 21/01/12 , h.10.30, in una due giorni che lo vedrà protagonista venerdì 20 gennaio di incontri interessanti presso la Facoltà di Lettere della nostra Università degli Studi , la libreria Ubik, la Sala Farina:
h. 11.30 Aula Magna Facoltà di Lettere- Università degli Studi di Foggia
‘CINEMA E LETTERATURA’
Prof. Giovanni Cipriani (Preside Facoltà di Lettere Università degli Studi di Foggia)
Dott. ssa Antonella Gaeta (Giornalista e Sceneggiatrice del film ‘Il paese delle spose infelici’’)
dialogano con MARIO DESIATI
h. 16.00 Sala Farina
Proiezione del film ‘Il paese delle spose infelici’ regia di Pippo Mezzapesa
h. 18.30 Libreria Ubik
Michele Trecca( Critico letterario) dialoga con MARIO DESIATI
Nell’incontro di sabato 21 presso il nostro Liceo ricostruiremo le tappe della sua precoce e fortunata carriera letteraria, che l’ha visto quest’anno atteso Finalista al Premio Strega, attraverso la rievocazione degli aspetti e dei personaggi delle sue opere principali ( dal suo splendido romanzo ‘Il paese delle spose infelici’ è stato girato dal regista Pippo Mezzapesa l’omonimo film che ha partecipato riscuotendo notevoli apprezzamenti all’ultima edizione della Mostra del cinema di Roma).
Breve biografia di Mario Desiati:
Tra la nostra generazione di scrittori trentenni, Mario Desiati è uno dei più influenti ed aperti, vista anche l’inscindibile attività parallela di editor e talent scout, prima per Mondadori e di recente per Fandango. Nell’ambiente editoriale si racconta che sia stato proprio lui a scoprire gli ultimi tre casi da record, e cioè Alessandro Piperno, Roberto Saviano e Paolo Giordano. Desiati è un autore di tagliente personalità, perfettamente contemporaneo nel suo legame stilistico con la tradizione letteraria italiana. Pugliese, classe ’77, ha passato la prima parte della sua vita a Martina Franca (Taranto). Laureatosi in giurisprudenza a Bari, si è trasferito a Roma nel 2000, è stato caporedattore della storica rivista ‘Nuovi Argomenti’ (su cui hanno scritto Alberto Moravia ed Enzo Siciliano), dove ha affinato le sue doti di scopritore di talenti che lo hanno portato a diventare uno dei più ascoltati editor junior della Mondadori. Da autore ha esordito come poeta nelle antologie ‘I poeti di vent’anni’ (Stampa 2000) e ‘Nuova poesia italiana’ (mondadori 2004), mentre da romanziere lo ha fatto con ‘Neppure quando è notte’ (peQuod 2003), molto apprezzato da Enzo Siciliano. Tra i suoi romanzi di maggiore successo ricordiamo ‘Vita precaria amore eterno’ (Mondadori 2006), ‘Il paese delle spose infelici’ (Mondadori 2008), ‘Foto di classe. U uagnon se n’asciot’ (Laterza2009), ‘Ternitti’ (Mondadori 2011).
Questa la trama di
TERNITTI
La storia di Mimì Orlando, donna coraggiosa e dei letali uncini dell’amianto che hanno fatto strage di una generazione, diventerà presto un film. Mario Desiati, entrato in cinquina dello Strega con “Ternitti”, racconta una storia che brucia.
Un lunghissimo fiume ha attraversato la frontiera tra Italia e Svizzera, negli anni settanta.
Era un torrente di persone, una marea di uomini e donne che dalla Calabria, dalla Sicilia e dalla Puglia andavano in cerca di miglior sorte nelle fabbriche svizzere.
Alcuni sono riusciti a strappare qualche millimetro alla miseria cui erano condannati. Altri, i più fortunati, sono riusciti a garantire a sé stessi e alle proprie famiglie una vita dignitosa, più ricca; nella speranza lineare, progressiva, che ciascuna generazione avrebbe il diritto di sognare per sé: “per i miei figli le cose andranno meglio, la vita sarà più semplice”.
Ma tanti, tantissimi sono stati ingannati.
Usati come mano d’opera a basso costo per produrre profitti eccezionali, hanno sacrificato braccia, occhi, torace e polmoni a un nemico invisibile che, anno dopo anno, è penetrato dentro di loro e ha lasciato nei loro corpi un’eredità velenosa.
“Ternitti” è la storpiatura dialettale per “eternit”, la fibra d’amianto che veniva colata incandescente negli stampi, e la cui lavorazione spargeva nell’aria migliaia di sottilissimi aghi letali.
Ma “ternitti” è anche una parola salentina per indicare il tetto, ciò che sta sopra le nostre teste, e in quella paradossale, involontaria, tremenda ironia si cela parte dell’ambiguità che rende efficace il racconto di Desiati.
È la storia di una generazione che fece di necessità virtù, e che un tetto sulla testa, per quanto misero, lo poté avere solo grazie a quel lavoro, a contatto per decenni con l’amianto.
Mimì Orlando è la protagonista della storia. La incontriamo ragazzina nel 1975, al momento della sua partenza per la Svizzera, e poi sarà un salto di vent’anni a riconsegnarcela, madre di una figlia già grande, tornata definitivamente al suo paese.
Mimì rompe le convenzioni della provincia in cui vive, è una donna anticonformista, non per presa di posizione, ma per il suo modo di sentire. Questo la rende ammirata e invisa ad un tempo, nella provincia salentina alla quale ha scelto di tornare, “il mento alto e gli occhi piantati sull’orizzonte”. Gli uomini le sciamano attorno, come api attorno al miele, ma molti sono segretamente intimiditi da quella tempra volitiva e indomita.
Gli uomini di Mimì, però, rappresentano però ai suoi stessi occhi un pallido riflesso di quell’amore irripetibile che vent’anni prima, ai giorni del “ternitti” per lei è stato Ippazio, detto “Pati”.
Eredità della sua relazione con Pati è Arianna, studentessa in medicina che intrattiene con la madre un rapporto complesso, contraddittorio.
Arianna non ha mai conosciuto suo padre: una ferita profonda, insanabile, che lui ha inferto alla madre prima che lei nascesse, è sempre lì ad occupare il posto di quell’uomo, e impedisce ogni riconciliazione.
Desiati racconta una storia a cavallo di quattro decenni che è un tributo alla gente del Capo, estrema e bellissima propaggine italiana fra l’Adriatico e lo Ionio, cosparge di sale una piaga storica
troppo a lungo taciuta e, attraverso il carattere di una donna forte e ribelle, offre il risarcimento della letteratura a un’intera generazione.
Cordiali saluti
Prof.ssa Mariolina Cicerale
(Responsabile inziative culturali Liceo ‘Lanza’)
P.S. : gli ‘Incontri extravaganti’ non sono dedicati solo ai lettori, ma a quanti sono
appassionati di vita (’Per saper leggere bisogna saper vivere’ – Guy Debord )
