“CONSIGLI EXTRAVAGANTI” : ALESSIA GAZZOLA, COSTANZA E BUONI PROPOSITI

Oggetto: ‘Consigli Extravaganti’:
Alessia Gazzola, COSTANZA E BUONI PROPOSITI , Longanesi 2020
Ci siamo lasciati il 4 marzo con gli ‘Incontri Extravaganti’ insieme allo scrittore Roberto Costantini. Ricordo ancora il clima di quel giorno in Aula magna: io e lo scrittore sul palco divisi tra la presentazione del libro e la tensione che qualcosa di imponderabile stesse capitando, i ragazzi e il pubblico pervasi da una crescente inquietudine…..e poi ….eccoci ancora qua più delusi e spaventati di prima, a volte più arrabbiati. Tutti confinati, liberi e prigionieri insieme, senza più il mantra ‘andrà tutto bene!’, le canzoni sul balcone, le ricette casalinghe, i tutorial di ogni tipo. Anche gli inossidabili POOH hanno, con la scomparsa di Stefano D’Orazio, mostrato il lato umano e divino della loro leggenda. Che facciamo?
Ho pensato che questo tunnel vada arredato e che l’esperienza di dodici anni di Incontri extravaganti non doveva bloccarsi in questo modo: nasce così l’idea dei ‘Consigli extravaganti’, in cui proverò a suggerire dei libri che mi sono piaciuti e i cui autori avrei inserito nella rassegna di quest’anno, con l’augurio e la speranza che questo ciclo si realizzi. Una celebrazione della vita, perché se la vita oggi è fragile e precaria, la lettura delle vite dei personaggi dei libri che vi presenterò potrà aiutarci a non dimenticarci che la vita non è solo questa che stiamo vivendo , ma tanto altro ancora.
Era fine novembre quando lo scorso anno, con il libro ‘Questione di Costanza’ abbiamo ospitato, unico incontro per il Sud Italia, ALESSIA GAZZOLA, l’autrice della famosissima serie di romanzi del ciclo L’ALLIEVA, di cui domenica scorsa si è conclusa la terza serie televisiva : per chi ha visto la puntata, la scena finale vede la protagonista Alice Allevi lanciare il suo bouquet nuziale, in maniera inattesa proprio alla scrittrice Alessia Gazzola, presente nel cast. Mi è piaciuto interpretare la scena come un ideale passaggio di consegne tra lei e la nuova protagonista dei romanzi della Gazzola, Costanza Macallé, paleopatologa per ‘caso’ che, oltre a una vita professionale che deve decollare e alle vicissitudini di una madre single catapultata in una nuova realtà, deve anche fare i conti con il proprio passato e, in particolare, con Marco il padre di Flora: un uomo conosciuto a Malta durante un fine settimana, mai più rivisto e poi improvvisamente ritrovato. Verona è la scena del romanzo ‘Questione di Costanza’ e la trama gialla vede come luogo la Foggia medievale di Federico II.
‘ Questo romanzo si svolge nel 2020 che, come tutti purtroppo ben sappiamo, è l’anno della pandemia. E’ stata una scelta precisa quella di non farne cenno nella mia narrazione: è un evento talmente forte e tragico che inevitabilmente avrebbe finito per prendersi il ruolo di protagonista, cosa che non desideravo concedergli’ Alessia Gazzola
Alessia Gazzola, COSTANZA E BUONI PROPOSITI , Longanesi 2020
Il LIBRO
Ecco Costanza, dieci mesi dopo. Il Dipartimento di Paleopatologia — dove studia le malattie e i resti umani di epoche passate — inizia a piacerle. Soprattutto ora che un nuovo mistero lo rianima, legato a un’antica leggenda medievale nota a Milano. L’équipe di paleopatologi viene infatti chiamata nel capoluogo lombardo dove in uno scavo emergono i resti delle ossa di due donne, sepolte insieme, che sembrano appartenere ai cadaveri mai ritrovati delle cugine Andreola e Bernarda Visconti. Accanto alle vicende di Costanza si delinea così un’altra storia, che attinge dal Medioevo e ai nobili signori di Milano Matteo e Bernabò Visconti, genitori delle due ragazze, una badessa e l’altra Bernarda, sposa a un anziano signore bergamasco. Più studia il caso, più Costanza si appassiona a queste due donne « punite per il desiderio di essere libere e amate». E inizia anche a mettersi sulle tracce di una presunta «impostora» che si spacciava per Bernarda Visconti, scampata in modo misterioso al supplizio mortale. Intanto l’universo sentimentale di Costanza, è sempre più instabile tra tante cadute e altrettanta forza di rialzarsi, nel mezzo di tentate relazioni con altri uomini che la portano sempre più verso la deriva, Per fortuna c’è lei, unico punto saldo «per caso»:la piccola Flora, il senso dell’esistenza disordinata di Costanza. E quando le cose sembrano ancora mettersi male, quella forza che le è incorporata nel nome («Costanza: virtù che fa l’uomo permanentemente in buon proposito, perseveranza nel bene, stabilità») le verrà in soccorso.
Tutti nella nostra estate lontana abbiamo canticchiato ‘Non temo più le onde, sto già in alto mare’di Baby K e Chiara Ferragni…sono solo canzonette direbbe qualche schizzinoso, ma io credo che in quella frase ci sia un po’ il senso dell’essere donna oggi e di doversi come Costanza barcamenare tra l’incertezza di una vita sentimentale instabile e un precariato che spunta continuamente le ali ai sogni, ma le donne, come Costanza, come Bernarda, come Andreola, come l’Impostora, come la Psiche di Apuleio, sono Anime= Farfalle e non si possono inchiodare in una teca di vetro finché il pensiero darà loro le ali. Buona lettura!
P.S. : gli ‘Incontri extravaganti’ non sono dedicati solo ai lettori,
ma a quanti sono appassionati di vita
(’Per saper leggere bisogna saper vivere’ – Guy Debord )
L’iniziativa è una proposta culturale per la città.
Cordiali saluti
Mariolina Cicerale
(Responsabile Iniziative culturali del Liceo classico Lanza)